Tatuaggi e reazioni allergiche

La raccomandazione è sempre la stessa: se decidete di farvi un tatuaggio, rivolgetevi ad uno studio specializzato. E' importante che il tatuatore sia autorizzato, che rispetti le principali norme igienico-sanitarie e che acquisti prodotti e strumenti da rivenditori ufficiali. Questo a difesa della vostra salute. Se è il vostro primo tatuaggio è consigliabile eseguire una prova allergica per verificare se ci sono reazioni ai componenti chimici degli inchiostri. Prova che viene eseguita presso lo studio dal tatuatore. Se si dovesse essere allergici, compariranno infiammazioni, arrossamenti  e gonfiore, quindi si dovrà decidere l'utilizzo di altri colori. Se invece sapete già di essere allergici a qualche componente (es.nichel) ditelo, insieme al tatuatore potete scegliere i pigmenti alternativi, magari con origine di tipo animale, più adatti alle vostre esigenze.

Raramente si manifestano reazioni allergiche dopo un tatuaggio. Da ricordare però che potrebbero svilupparsi a distanza di qualche settimana, qualche mese o addirittura dopo molti anni dall'esecuzione. Attualmente tutti i colori impiegati nel tatuaggio professionale sono ipoallergenici. Gli inchiostri in generale raramente hanno causato reazioni allergiche, sono i colori più accesi che potrebbero creare qualche problema, ma con percentuali molto basse: basti pensare che colpiscono meno dell'1% delle persone che si tatuano. 

Il rosso è il colore che guida la classifica, perchè contiene solfuro di mercurio, l'allergene maggiormente responsabile di queste reazioni che possono essere indotte anche per la presenza di cadmio, usato per l'aspetto schiarente. Queste reazioni provocano un'eruzione cutanea pruriginosa nella zona tatuata. 

Il colore giallo contiene pigmenti a base di solfuro di cadmio, che può provocare una dermatite fotoindotta, scatenata grazie alla luce solare. 

Il colore verde ha reazioni poco frequenti. Le tracce di  cromo provocano problemi in soggetti già sensibili al bicromato di potassio.

Il viola contiene manganese.

Il bianco è ottenuto utilizzando titanio o assido di zinco.

Nel colore blu i pigmenti possono contenere cobalto con reazioni poco frequenti.

Le reazioni allergiche al colore nero sono molto rare, in quanto ottenuto dal carbonio. 

Se nei primi giorni dopo aver fatto un tatuaggio è normale un diffuso rossore e sensibilità al contatto, un rossore prolungato nel tempo, piccoli bozzi, desquamazione, gonfiore, noduli violacei o rossi, sono invece i principali segnali di allarme che suggeriscono una reazione allergica; questa potrebbe essere legata ai componenti chimici dell'inchiostro utilizzato. 

Alcune forme allergiche

Che si tratti di Fotosensibilità, dermatite, granulomi, pseudo linfomi o una reazione lichenoide, in caso di reazione allergica, consultare al più presto un dermatologo, un medico o un farmacista, chiedete consigli anche presso il vostro studio di tatuaggi di fiducia. Un tatuatore difatti non è solo una persona abile nel disegno, ma è anche un professionista abilitato dalla Regione a svolgere il proprio mestiere e quindi è a conoscenza di cosa fare in caso di infezioni o reazioni allergiche. Nel migliore dei casi basterà una crema abbinata ad una cura a base di antibiotici per risolvere la situazione, nel peggiore il tatuaggio andrà rimosso. 

Non tutte le allergie però sono attribuibili agli inchiostri impiegati e quindi ai tattoo colorati. Talvolta sono i guanti in lattice indossati dal tatuatore, in rare circostanze, a causare una reazione allergica.